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Notizie Cinformi

Crediamo nell'informazione, promuoviamo l'accoglienza, investiamo nella formazione per stimolare le potenzialità del singolo, incoraggiare lo scambio tra culture, favorire una convivenza pacifica.

MIGRAZIONI E RESPONSABILITA' DELL'ACCOGLIENZA

Venerdì 24 febbraio alle 20.30 l'appuntamento conclusivo di Migrazioni e responsabilità dell'accoglienza affronta il tema del periodo dopo il progetto accoglienza, tra problemi e risorse, volontariato, bisogni e inserimento dei rifugiati nelle comunità trentina.
Il primo incontro di fine gennaio è stato centrato sul racconto della croce di Lampedusa come simbolo di dolore e speranza, costruita con i resti dei barconi dei naufraghi e su una riflessione sul viaggio dei migranti, guidata dal gruppo scout Trento11. Al secondo appuntamento venerdì 10 febbraio è intervenuta anche Atas a parlare del tempo d’attesa durante il progetto dei richiedenti protezione internazionale, tra problemi e aspettative, nei luoghi di accoglienza di Trento.
Gli incontri sono presso l’oratorio S.Antonio – via Bolghera, 40 a Trento e sono proposti dall’Associazione Oratorio Sant’Antonio in collaborazione con Atas, AGESCI, Centro Astalli Trento, CINFORMI, Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Kaleidoscopio, Rete Radiè Resch.

Benvenuti ai nuovi colleghi e colleghe!

Il primo febbraio è stato il primo giorno di lavoro per cinque nuovi colleghi: Beatrice Pani, Federica Arsie, Isabella Bonetti, Claudio Bertolli e Noureddine Taha. Sono operatori e operatrici sociali nell’ambito dei servizi di Atas relativi all’accoglienza dei richiedenti asilo.

Benvenuti in Atas e buon lavoro a tutti e tutte!

La selezione dei nuovi colleghi è stata per la prima volta il risultato di un processo strutturato in diverse fasi e che ha coinvolto i candidati in colloqui individuali e di gruppo, avvalendosi anche della collaborazione di una consulente esterna.

Atas e l'abitare: attività e numeri del 2016

Nel corso del 2016 Atas ha ospitato in base alla legge provinciale 35/1983 17 famiglie, per un totale di 55 persone, e 45 persone singole, di cui 5 donne, nei propri alloggi: genitori separati, donne vittime di violenza, persone e nuclei familiari vulnerabili segnalati dai servizi sociali del territorio, persone senza dimora su progetto di fuoriuscita dalla condizione di marginalità. Di queste persone, 31 hanno nazionalità italiana. Le altre hanno cittadinanza di paesi diversi: Albania, Colombia, Marocco, Nigeria, Pakistan, Tunisia, Burkina Faso, Camerun, Costa d'Avorio, Eritrea, Iraq, Perù, Libia, Mali, Togo, Ucraina, Macedonia, Serbia, Croazia.
Nei propri alloggi destinati all'housing sociale invece nel corso del 2016 Atas ha accolto 4 famiglie, per un totale di 18 persone, e 82 persone singole, di cui 7 donne. Gli ospiti italiani nel corso del  2016 sono 11, mentre gli altri provengono da Libia, Mali, Marocco, Albania, Algeria, Nigeria, Pakistan, Perù, Romania, Senegal, Somalia, Tunisia e Ucraina.
Ma cosa fanno i nostri operatori e operatrici sociali che gestiscono gli appartamenti e accompagnano le persone accolte? Così descrivono il proprio lavoro.
L’operatore si attiva per accompagnare l’ospite nel percorso che, dallo stato al momento dell’ingresso, renda concreta e conduca la persona alla piena autonomia. Gli interventi sono di vario genere e diversa intensità; sulla legge provinciale 35/1983 molti di questi passano da un patto sociale stipulato assieme ai servizi sociali territoriali di riferimento, mentre nell’housing sociale si attivano su richiesta dei singoli ospiti coinvolti.
L’operatore accompagna all’abitare dando i riferimenti necessari al gestire un appartamento in autonomia (raccolta differenziata dei rifiuti, sapere leggere le bollette e capire i consumi energetici, rudimenti di economia domestica e gestione della spesa, amministrazione efficace delle pulizie nell’abitazione, regole di “buon vicinato”); gestisce le dinamiche di convivenza, spesso tese per l’eterogenea provenienza geografica e culturale delle persone coinvolte, cercando di creare un clima virtuoso e positivo all’interno dell’alloggio; accompagna individualmente i singoli ospiti nell’inserimento e nel perfezionamento di progetti formativi e lavorativi, coadiuvato dall’intervento delle volontarie in servizio civile, attraverso soprattutto la consegna di strumenti e metodi utili alla ricerca attiva di un’occupazione; agevola la transizione prima del termine dell’accoglienza verso altre risorse abitative, volta per volta individuate sulla base delle esigenze e possibilità della persona specifica (mercato privato, enti o fondazioni del territorio, eventualmente e nei casi più gravi strutture di accoglienza di bassa soglia). All’ospite si garantisce infine un aiuto nello svolgimento e comprensione di pratiche burocratiche o amministrative, passando attraverso la conoscenza delle risorse del territorio di dimora.
Nei quartieri in cui sono attive reti di relazioni di comunità, l’operatore lavora in collaborazione con altri colleghi e realtà diversificate, per mantenere attivo il rapporto costante e proficuo col territorio.

Grazie a tutti i volontari e le volontarie!

Mercoledì 1 febbraio Atas e alcuni degli enti che operano nella rete dell'accoglienza hanno organizzato un momento conviviale invitando tutti i volontari e le volontarie impegnati con i richiedenti asilo o più in generale nell’accoglienza in Trentino.
In collaborazione con Cinformi, Centro Astalli Trento, Kaleidoscopio e Il Gioco degli Specchi è stata organizzata alla Bookique a Trento una serata per ringraziare per il prezioso contributo delle attività di volontariato svolte nell'ambito del progetto di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e non solo.
E’ stata un’importante occasione di conoscenza reciproca e un momento utile anche per raccontare e condividere le molteplici attività ed esperienze svolte da ognuno. Il confronto è stato interessante anche per mettere in risalto la presenza e la partecipazione di tante piccole realtà attive sul territorio trentino.
Sono infatti numerose le attività svolte dai volontari e dalle volontarie: accompagnamenti sul territorio, conversazioni di italiano, aiuto compiti, insegnamento e supporto in corsi di informatica, collaborazione nelle attività di teatro, basket, laboratori e molto altro.
Si è inoltre proposta la condivisione di un calendario di appuntamenti a cadenza mensile perincontrarsi, confrontarsi e organizzare dei momenti di formazione su temi specifici, anche in risposta ad un’esigenza espressa dai volontari stessi.
Alla serata, oltre a rappresentanti delle altre organizzazioni coinvolte, erano presenti la nostra collega referente dell'area relazioni di comunità, gli operatori e le operatrici della Residenza Brennero e degli appartamenti di Atas, la presidente di Atas Sandra Aschieri e il coordinatore generale Emiliano Bertoldi. Tutti hanno evidenziato l'importanza del contributo delle attività dei volontari, che integrano e arricchiscono l'intervento delle associazioni.

 

SeMi - SVILUPPO E MIGRAZIONI


Prosegue il ciclo di incontri che intende fornire un inquadramento teorico ed approfondire il nesso tra migrazioni e sviluppo. Giovedì 19 gennaio il secondo incontro per il ciclo SeMi – Sviluppo e Migrazioni affronta il tema dei Processi di co-sviluppo: il ruolo delle amministrazioni pubbliche e della società civile. L'appuntamento è dalle 16.00 alle 19.00 presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale a Trento in vicolo San Marco, 1.

Introducono Luciano Rocchetti dell'Ufficio Cooperazione allo Sviluppo-Provincia autonoma di Trento e Andrea Cagol del Cinformi-Provincia autonoma di Trento. Intervengono Emiliano Bertoldi di Atas, Marco Grandi dell'Ufficio Cooperazione e Solidarietà Internazionale del Comune di Milano, Massimo Semeraro del Servizio Stranieri e Nomadi del Comune di Torino e Linda Pasina dell'Associazione Sunugal. Modera Petra Mezzetti di CeSPI.

La partecipazione è gratuita e per motivi organizzativi è gradita la prenotazione attraverso il sito www.tcic.eu. SeMi continua il 2 febbraio con Processi di co-sviluppo: il ruolo dell’imprenditoria migrante nei contesti di origine e arrivo e il 24 febbraio con Vulnerabilità e capacità di agency dei migranti. La questione del caporalato.

Il ciclo SeMi è promosso dal Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale in collaborazione con Atas onlus, SMMS - Scenari Migratori e Mutamenti Sociali del Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento, Cinformi, Microfinanza e Sviluppo onlus, Libera – Associazioni, nome e numeri contro le mafie.

Per informazioni: www.tcic.eu - elisa.rapetti@tcic.eu - 0461 093022. Il programma:

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RELAZIONI IN MOVIMENTO

Si è concluso a dicembre il progetto Relazioni in movimento: la pratica dello sport come strumento di integrazione delle donne di origine immigrata in Trentino, con l'incontro pubblico di presentazione del Rapporto di ricerca il 21 dicembre presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento. Il Rapporto, a cura di Milena Belloni e con la supervisione scientifica di Paolo Boccagni, può essere scaricato dal sito di Atas.

Il Rapporto contiene una breve review della letteratura sul tema dell'accesso allo sport e dell'integrazione attraverso lo sport e alcuni dati sulla pratica dello sport e sui tesseramenti in Trentino. Segue un'analisi di quanto emerso dalle interviste a donne di origine immigrata che praticano (e non) sport o attività fisica e a “testimoni privilegiati”, che mette in evidenza le opportunità in termini di integrazione e gli ostacoli alla pratica sportiva. Sono poi riportate esperienze e pratiche in atto o concluse sul tema dello sport e integrazione, tra i quali anche progetti nei quali Atas è coinvolta.

Le conclusioni e i punti chiave della ricerca mettono in evidenza alcuni elementi. Attraverso le interviste è stato approfondito l'importante ruolo dello sport (e dell'attività fisica più in generale) nel favorire l'integrazione socio economica e linguistica, e in questo ambito anche nel far conoscere le culture e gli approcci allo sport dei Paesi di provenienza. Sono emerse la necessità di raccogliere in maniera sistematica e condividere i dati disponibili a livello provinciale e l'indicazione di coinvolgere la popolazione migrante negli interventi per promuovere attività fisica presso le donne di origine straniera, guardandosi dagli “stereotipi”. E' emerso anche come cittadinanza, regolamenti sportivi e codici di abbigliamento possano essere ostacoli alla pratica sportiva. Quando si analizzano gli ostacoli alla partecipazione allo sport è necessario prendere in considerazione le condizioni socio-economiche (ad esempio per la partecipazione degli alunni a attività scolastiche extracurriculari o attività sportive extrascolastiche), l'ottica di genere (ad esempio in alcune comunità) e la variabile della più o meno recente immigrazione, mentre la pratica religiosa non sembra essere di per sé un ostacolo alla partecipazione sportiva. Rimane da analizzare la situazione di quelle donne immigrate a seguito dei mariti non lavoratrici con minime interazioni con il contesto sociale e anche la situazione delle assistenti domiciliari rispetto alla pratica di attività fisica.

Sempre all'interno del progetto Relazioni in movimento, è stata preparata una mostra fotografica con la collaborazione di Alessio Coser, UISP, Apecheronza Basket Avio e Centro Astalli, e grazie alla disponibilità di alcune partecipanti alle interviste per il Rapporto di ricerca. La mostra ritrae le atlete intervistate e momenti sportivi o di attività fisica, e riporta stralci di interviste e citazioni sulla relazione tra sport/attività fisica e socializzazione, salute e pari opportunità.

Il progetto Relazioni in movimento: la pratica dello sport come mezzo di integrazione delle donne di origine immigrata in Trentino è stato realizzato da Atas onlus in partenariato con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale – Università degli Studi di Trento e l’Unione Italiana Sport Per Tutti – UISP Comitato Trentino grazie al contributo della Provincia autonoma di Trento – bando per le pari opportunità tra donna e uomo. Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione del progetto, partecipato alla ricerca, alle interviste, alla presentazione pubblica e alla preparazione della mostra fotografica! Leggi il rapporto di ricerca:

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RACCOLTA FONDI PER LE POPOLAZIONI TERREMOTATE

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA del Trentino Alto Adige, di cui anche Atas fa parte, lancia un’iniziativa di solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto. Ecco la proposta del CNCA:

Il terremoto che ha colpito così duramente le popolazioni di alcuni paesi dell’Italia centrale, provocando moltissimi morti, feriti, sfollati e devastazioni immani, ci spinge ad esprimere tutta la nostra vicinanza a quelle popolazioni e a fare fin da subito la nostra parte nella indispensabile opera di solidarietà concretaPer questo abbiamo aperto una raccolta fondi alla quale invitiamo ad aderire, secondo le possibilità di ciascuno, tutte le persone – operatori, dipendenti, volontari, ospiti, familiari, amici – che le nostre organizzazioni quotidianamente coinvolgonoIl CNCA unisce associazioni e cooperative impegnate in particolare con le persone più deboli: bambini, poveri, disabili, anziani, minori in affido, carcerati, rifugiati, immigrati, persone con dipendenze, in situazioni di disagio, senza dimora. Crediamo sia importante che i deboli aiutino i deboli, i poveri aiutino i poveri, chi ha poco o nulla cerchi di aiutare chi è rimasto con poco o ha perso tutto. Nessuno è troppo debole per non aiutare gli altri, e nessuno è troppo forte per non aver bisogno dell’aiuto degli altri

Destineremo quanto raccolto agli anziani soli, perché molte sono le persone anziane che abitano nei paesi colpiti dal terremoto. Per la raccolta fondi questo l'IBAN del conto aperto dal CNCA Trentino Alto Adige presso la Cassa Rurale di Trento:

IT 86 R 08304 01813 000013369744

Aiutiamo insieme le persone colpite dal terremoto! 

ASSEMBLEA ATAS 2016

L'Assemblea di ATAS onlus, che si è tenuta il 19 maggio, ha eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione e il nuovo Collegio dei Probiviri. Il Consiglio è formato dai Consiglieri riconfermati Sandra Aschieri e Francesco Colato e dai nuovi consiglieri Stefano Albergoni, Paolo Boccagni, Massimo Giordani, Chiara Mattevi, Francesco Palladino, Elena Pasolli, Nicola Sartori. Il Consiglio eleggerà nei prossimi giorni il nuovo Presidente. Per il Collegio dei Probiviri sono stati eletti Matteo Bazzocco, che nel precedente mandato faceva parte del Consiglio di Amministrazione, Bruno Masé e Svetlana Turella, riconfermati.

L'Assemblea è stata particolarmente partecipata, con la presenza anche di molti ospiti. Attualmente i soci sono 88. Negli ultimi tempi sono state 34 le persone che si sono associate ad ATAS onlus. Si tratta di persone che si sono avvicinate all'Associazione soprattutto grazie alle attività di sviluppo di comunità o che si sono impegnate attivamente e volontariamente negli ultimi anni nell'accoglienza dei richiedenti asilo. Accanto ai soci erano presenti volontari, amici dell'Associazione, partner istituzionali e del terzo settore.

Il Presidente uscente Francesco Colato ha ribadito le linee guida dell'azione di ATAS onlus definite nel percorso partecipato per i 25 anni di Atas: Oltre l’accoglienza, l’accompagnamento - Oltre il singolo, la comunità - Oltre il servizio, la corresponsabilità - Oltre la sovranità, la condivisione - Oltre la territorialità, la transnazionalità - Oltre l’immigrazione...

Nella sua relazione il Coordinatore Generale Emiliano Bertoldi ha offerto una panoramica dell'azione di ATAS onlus che può essere declinata in abitare, informare, abitare. Nel corso del 2015 il servizio per l'abitare dell'Associazione si è consolidato rispetto ai tre ambiti che si sono andati definendo negli anni precedenti: gestione di alloggi e accompagnamento sociale per persone vulnerabili segnalate dai Servizi Sociali (lp 35/1983); gestione di alloggi di housing sociale per persone in situazione di difficoltà abitativa; accompagnamento sociale all'abitare e ai servizi per richiedenti asilo e rifugiati nell'ambito dello SPRAR e dell'Accoglienza Straordinaria. Si sono ampliati inoltre gli interventi per promuovere integrazione e relazioni positive e generative tra richiedenti asilo e il territorio, basati sull'approccio dello sviluppo di comunità. Si è concluso il progetto INTEREST: Integrare Tessendo Reti e Servizi Territoriali dal condomino al quartiere e è stato sperimentato l'approccio relazionale e dialogico sviluppato in Finlandia in percorsi di autonomia con donne in situazione di vulnerabilità, insieme a molti servizi e enti del territorio. Nel corso del 2015 sono proseguiti i servizi informativi e di consulenza con Cinformi, anche nella Casa circondariale, i servizi di orientamento all’inserimento lavorativo, la collaborazione nello sportello unico per l’accesso ai servizi alloggiavi a favore delle persone senza dimora e la collaborazione con l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna – UEPE nello sportello informativo sull’accesso alle misure alternative per i cittadini immigrati.


Per leggere le relazioni e il bilancio presentati:

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Vi aspettiamo in Via Lunelli

Da luglio ci trovate nella  nuova sede di ATAS onlus in Via Lunelli 4 a Trento Nord. Nello stesso edificio ci sono i nostri colleghi impegnati presso Cinformi e altre organizzazioni con le quali abbiamo collaborato nel corso degli anni.

Vi aspettiamo!

Ricordiamo che anche l'ufficio di Rovereto si è spostato in Via della Terra 49, con il nuovo numero di telefono 0464432230.